Comunicato Stampa : Esce il 7 settembre il nuovo album di Michele Gazich - Temuto come grido, atteso come canto

Esce su etichetta FonoBisanzio, con distribuzione IRD International Record Distribution, Temuto come grido, atteso come canto, il nuovo lavoro di Michele Gazich, scrittore di canzoni e violinista, già a fianco di songwriters come Mary Gauthier, Eric Andersen, Michelle Shocked, e Mark Olson.

Temuto come grido, atteso come canto è il nono disco di Michele Gazich a suo nome. La pubblicazione sarà incorniciata da due prestigiose presentazioni a Venezia: la prima il 2 settembre al Museo Ebraico presso lo storico ghetto, in occasione della Giornata Europea per la Cultura Ebraica; la seconda il 9 settembre presso L’IVESER, l’Istituto veneziano per la storia della Resistenza e della società contemporanea alla Giudecca. Seguiranno presentazioni per tutto il mese di settembre in altre città d’Italia.

Racconta Gazich: Ho scritto queste canzoni nell’ottobre 2017. Quel mese ho vissuto, ospite del progetto Waterlines - residenze artistiche e letterarie, sull’isola di San Servolo, proprio di fronte a Venezia. L’isola fu manicomio dal 1725 al 1978. Ogni giorno ho trascorso la mattinata nell'archivio dell’ex-manicomio e il pomeriggio e la notte a scrivere. In un altro ottobre non così lontano nel tempo (per l’esattezza l’11 ottobre del 1944), dall'isola di San Servolo vennero "ritirati" - questo l'orribile termine burocratico che leggo sulle loro cartelle cliniche - gli ebrei presenti nel manicomio e deportati verso i campi di sterminio tedeschi. Ho guardato i loro visi, ho riletto le loro storie nelle cartelle cliniche, nel tentativo di restituire loro qualcosa, che non sarà comunque mai abbastanza, e di ridare a loro la parola. La loro storia non è conosciuta: la mia missione è farla conoscere. Abbiamo bisogno gli uni degli altri, abbiamo bisogno di ritrovare queste donne e questi uomini da qui "ritirati".

La voce bardica di Gazich racconta attraverso il noto, evocativo e misterioso sussurro, ma giunge talvolta anche all’urlo. Accanto alla voce dell’artista, è molto presente anche la sua seconda voce, il suo violino, sempre più unico e riconoscibile nel tradurre in suono tradizioni colte e popolari senza soluzione di continuità.

Due cantanti ospiti in due canzoni: Rita Tekeyan, armena, e Gualtiero Bertelli, leggendario cantautore veneziano. Marco Lamberti, stretto collaboratore di Gazich nella ricerca artistica, accompagna e sostiene con la chitarra acustica e il bouzouki. Si segnala in un brano anche l’arpa internazionale di Raoul Moretti. Molto presente, infine, e questa è una novità nel paesaggio sonoro di Michele Gazich, la sezione ritmica, composta da Paolo Costola, da dieci anni anche tecnico del suono a fianco dell’artista, e da Alberto Pavesi.

L’album è accompagnato da un libretto di quaranta pagine, contenente, oltre ai testi delle canzoni, porzioni delle cartelle cliniche che ne hanno ispirato la composizione e approfondimenti di carattere storico. Ognuna delle undici canzoni è inoltre affiancata da una xilografia di Alice Falchetti declinata in una chiave strettamente legata all’espressionismo tedesco.

Il CD è stato realizzato con il supporto di: Progetto Waterlines e dei suoi promotori (Fondazione di Venezia, Collegio Internazionale Ca’ Foscari, Società San Servolo S.r.l.), Beit Venezia - Casa della cultura ebraica, Associazione Culturale “Il Colore degli Angeli”.

Michele Gazich - Temuto come grido, atteso come canto è per chi nella canzone cerca l’arte e non l’intrattenimento.